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Giuseppe Turturiello – Amore Malato

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Questa raccolta di poesie vuole insegnare ad amare con il dovuto distacco l’oggetto del proprio amore. L’amore è senza alcun dubbio la passione più forte che può investire l’animo umano, pertanto gli inganni, le sofferenze, le delusioni che esso può comportare sono tali che la ragione umana può uscirne stravolta in seguito ad una sua rinuncia. L’autore, in questo quaderno di poesie, analizza se stesso per far comprendere quanto sia infelice la condizione umana quando questa è piegata da un triste destino. Queste poesie vogliono dir soltanto ciò.

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Descrizione

Giuseppe Turturiello è un poeta lucano. Già autore di alcuni saggi filosofici, Amore Malato è la sua prima raccolta di poesie.

1 recensione per Giuseppe Turturiello – Amore Malato

  1. Valutato 5 su 5

    Elisa

    È sempre emozionante leggere un libro di poesie, specialmente quando tocca un tema doloroso come l’amore non corrisposto.
    Ci si avvicina piano, e si sfogliano le pagine con cautela, come se si entrasse in punta di piedi in una piccola stanza segreta e chiusa agli occhi del mondo.
    Ognuno di noi ha simili stanze all’interno del proprio cuore, dove si consumano dolori privati, che non vogliamo esporre pubblicamente; dove si svolge una specie di gestazione silenziosa.
    Un amore ideale, che ha per lungo tempo assorbito tutti i sogni e le speranze della prima giovinezza, una volta che viene freddamente respinto genera una ferita profonda e lascia un grande vuoto, rammarico, rimpianto, dubbio, disaffezione alla vita, disperazione.
    In queste poesie viene spontaneo avvertire un’eco leopardiana, non solo per lo stile, ma anche per il tema della caduta caduta delle illusioni, della Speranza, in tutta la sua tragica amarezza, nel suo acuto venir meno.
    Inoltre, come in Leopardi, la poesia non è qui solo espressione lirica della propria disillusione; c’è anche altro, perché si accompagna ad una riflessione filosofica che fa da sottotesto al dolore vissuto nell’Anima; la mente non può fare a meno di riflettere su ciò che avviene nel cuore, e forse da lì arriva una sorta di balsamo lenitivo, qualcosa che aiuta a non prolungare in eterno il dolore di quell’amore; un amore che non poteva che essere eterno, ma che, come tutto ciò che caratterizza le passioni umane, ha carattere illusorio.
    Ecco quindi che, pur mostrando il dolore acuto di una passione individuale, queste poesie vogliono dare un messaggio universale per lenire la sofferenza di chi, magari per motivi simili, o anche per motivi diversi, è stato ferito profondamente, è stato toccato nelle sue corde più intime, e non vede via d’uscita.
    La fiamma dell’Amore arde sempre, e noi ne saremmo sempre arsi, se ad un certo punto non subentrasse un distacco razionale dalle nostre passioni che ci permettono di vederle in una prospettiva diversa.
    Mi piace molto la metafora del fuoco, che l’autore riporta nella prefazione, e che appartiene a Schopenhauer: “l’uomo saggio sa tenersi alla dovuta distanza dal mondo medesimo,
    come dinanzi ad un fuoco riscaldandosi ma senza scottarsi.”
    L’eccesso di brama è nocivo, perché ci fa consumare nel fuoco della passione; ma il fuoco è ciò che ci tiene in vita, senza il suo calore moriremmo interiormente; perciò occorre imparare a tenere la giusta distanza; cosa non facile, ma possibile.

    Un altro aspetto che mi piace di queste poesie è che possono far riflettere su un tema di attualità, ovvero lo stalking. A causa degli innumerevoli fatti di cronaca che sentiamo ogni giorno, e che spesso purtroppo hanno esiti tragici, lo stalking è associato al femminicidio, alla violenza sulle donne, e viene spontaneo condannarlo come atto molesto e pericoloso.
    Tuttavia, leggendo queste poesie, si vede che lo stalking a volte potrebbe non avere finalità aggressive, ma essere un tentativo di dimostrare che si tiene molto alla persona amata, e che pur di vederla si è disposti a trasgredire un’ingiunzione della legge, senza che ci siano per forza fini abietti o intenzione di imporre la propria volontà su quella dell’altra persona.
    Condannare e giudicare è facile, ma credo che ascoltare anche l’altra parte e tentare di capire le motivazioni profonde di un gesto non possa che fare bene a tutta la società.

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