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ITALO SPADA – Come chicchi di caffè nel macinino

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Roma, Marzo 1978: in Via Fani, le Brigate Rosse rapiscono l’onorevole Moro e uccidono gli uomini della sua scorta. È l’episodio più eclatante di quegli anni di piombo che causarono nella capitale e in Italia una serie di crisi individuali e collettive. Sullo sfondo di quel periodo storico, scorrono vicende personali e collettive che, di capitolo in capitolo, si intrecciano in un puzzle di stili letterari diversi (prosa, poesia, teatro, cinema, diario…) e acquistano toni fiabeschi, sentimentali, surreali, drammatici, comici, tragici, gialli, polizieschi. È così che i personaggi della vicenda si incontrano e si scontrano in una serie di rapporti privati e sociali confluendo, come chicchi di caffè, nel macinino della storia.

L’ommini de sto monno so ll’istesso / che vvaghi de caffè nner mascinino: / c’uno prima, uno doppo, e un antro appresso, / tutti cuanti, però vvanno a un distino.” (G. G. Belli, Er caffettiere filosofo)

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Descrizione

Ex dirigente scolastico, Italo Spada è critico cinematografico, docente di “Scienza della comunicazione audiovisiva” presso l’Università Seraphicum di Roma, direttore responsabile della rivista “Pagine Giovani” del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile. Autore di saggi di cinema e di letteratura, romanzi, racconti, poesie. Con Eretica Edizioni ha pubblicato nel 2015 Lo scrigno del maestro – 99 racconti Zen-Siculi.

1 recensione per ITALO SPADA – Come chicchi di caffè nel macinino

  1. Anna Maria deMajo

    Anna Maria deMajo

    “L’ommini de sto monno so l’istesso/che vvaghi de caffè nner mascinino / c’uno prima, uno doppo e un antro appresso/ tutti quanti però vanno a un destino.”( G.G. Belli, Er caffettiere filosofo).
    Questi versi del grande poeta romanesco, citati nel prologo e parodiati nel titolo del romanzo, contengono tutta la filosofia dell’opera.
    La vita è come un macinino che stritola fatalmente e riduce in polvere gli uomini che, come chicchi di caffè presi fatalmente nei suoi ingranaggi si incontrano, si scontrano, si urtano in un fatale rimescolamento.
    In questa sorta di romanzo giallo, ambientato nella Roma degli Anni di piombo, i protagonisti partendo da situazioni, storie, ambienti profondamente diversi, fatalmente, imprevedibilmente vengono in contatto tra loro. Le loro storie si intersecano e si intrecciano influenzandosi a vicenda.
    Così un poliziotto con il nome da agente segreto, un produttore cinematografico, un aspirante sceneggiatore, un terrorista frutto di quella stagione violenta, una baby sitter veneta, una bambina capricciosa e viziata, una signora borghese insoddisfatta, un impiegato del Ministero del Tesoro alla ricerca del vero amore, un pittore francese bohemien che cita Rafael Alberti poeta spagnolo, un barbone cieco che sa vedere con gli occhi dell’anima, una sartina tradita e tanti altri ancora si ritrovano ad incrociare le proprie vite .
    Il risultato , non totalmente a lieto fine, lascia il lettore affascinato e consapevole dell’abilità dell’Autore che riesce a tenere le fila di tutte queste diverse storie tessendo una trama illuminata dalla realtà di quegli anni in cui vicende private e collettive si intrecciano speso tragicamente in un “come eravamo” in cui molti potranno riconoscersi.

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