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Mario Mari – Noah

(14 recensioni dei clienti)

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“Un tempo antecedente a questo racconto Io, Noah,
cercavo la spiritualità nell’oriente, la cercavo in ogni dove.
Custodito nel sangue v’era già un codice tellurico che voleva mostrarsi,
ma non lo vedevo. Cercava di farsi sentire, ma non lo udivo.
Tornando da dove ero partito,
riconobbi d’appartenere a una realtà ben più semplice di quella cui pensavo,
una realtà contadina.”

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Descrizione

Mario Mari, viaggiatore, scrittore, nato nella bella Toscana, ha vagato per il mondo prima di piantare il bastone in Basilicata. Qui, a Tito (PZ), cogestisce il Rifugio Randagio “Teresina Buono” che accoglie benevolmente e senza tariffario, ricercatori e persone desiderose di fermarvisi. Alla prima opera edita con Eretica Edizioni.

14 recensioni per Mario Mari – Noah

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    Gaetano Baldassarre

    E’ un libro prezioso. Un piccolo gioiello da tenere con sè e leggere nei momenti in cui ci si vuole dedicare del tempo. E’ scritto in modo chiaro, certamente non semplicistico, ma intenso nelle esaltazioni poetiche che si susseguono in un alternarsi di stati d’animo, come una sorta di caleidoscopio, che muta ad ogni, seppur impercettibile movimento. Mi ricorda, per certi versi, “Il Piccolo Principe”, ma è di tutt’altra indole perché, piuttosto che la ricerca nella fantasia, il libro di Mario Mari è un diario di bordo che accompagna da sempre l’uomo, con l’anelito tipico del viaggiatore alla scoperta di se stesso. L’eterna odissea, cantata da vati ancestrali e sempre presente nella profondità dell’animo umano, alla ricerca di se stesso e del proprio destino. Un destino, già scritto dal Fato, oppure da scrivere di proprio pugno, con tanta fatica, dolore e gioia, in una miscellanea multiforme e mai identica a se stessa. Le immagini che accompagnano la lettura, magistralmente tratteggiate dal maestro Mario Glorioso, evocano in modo naturale, i luoghi, i momenti, i personaggi e le emozioni che attraversano e permeano il libro. Anche quest’ultimo, grande conoscitore dell’animo umano, che riesce ad imprimere nella materia, storie di emozioni e sogni, come un novello Demiurgo. Consiglio di leggerlo la sera, davanti ad un focolare acceso, come usavano un tempo i nostri avi, quando gli uomini, stanchi delle fatiche del giorno, ritempravano lo spirito con racconti senza tempo. Gaetano Baldassarre

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    Sabina Seretti (proprietario verificato)

    Questo libro è un piccolo regalo dell’universo. Un gioiellino prezioso da tenere sul comodino e nel cuore. Mi piace aprirlo a caso e leggerne una pagina.
    Questo libro parla di me , di te, ti tutti noi. Di un percorso di crescita fatto di piccole consapevolezze che rende l’uomo grande.
    Fluisce piacevolmente e ti arriva tutto. Soave, delicato, intenso.
    Grazie.

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    Benedetta

    Questo POEMA è: poesia, incanto, viaggio, guida spirituale; è un passo indietro nel tempo che ti porta nel futuro.
    È un libro che ti trasforma nei pensieri.
    Un dolce regalo concesso da un prezioso scrittore.

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    Guido

    Un piccolo grande racconto di un uomo, anzi di un ragazzo che rinasce uomo. Un romanzo dolce dal sapore semplice ma completo. Una piccola storia di un grande uomo che ritrova se stesso nel ricongiungimento con la madre terra che ci ha creato. Io non l’ho letto, l’ho vissuto, ha fatto breccia dentro di me come una candela con la sua piccola fiamma che annienta il buio in una stanza. Una lettura poetica e meravigliosamente fluida che consiglio a chiunque

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    Guido

    Il racconto di un uomo, anzi di un giovane che rinasce uomo. La storia di un giovane che desideroso di trovare la via Dell autenticità, viaggia a lungo in solitudine, trovando un po’ per volta ciò che cerca guardando il cielo che lo accompagna, percependo la carezza del vento, ritrovando una vita a contatto con madre natura che tutti ci ha creato, negli antichi mestieri da contadino, nelle tradizioni di paesi dimenticati dalla modernità quasi ormai alienante e lontana da quella terra da cui tutti noi esseri viventi siamo stati partoriti. Noah trova la via in una scelta di vita da contadino con a fianco l’amore della sua vita tramite soprattutto la ricongiunzione con madre Terra. Questo libro non lho letto, lho vissuto, mi ha scosso e come una dolce candela ha disperso il buio di inquietudini in una calda e nuova speranza dentro di me. Una lettura fluida dal sapore semplice ma completo, fatta di una poesia colorata di ogni emozione che vive dentro chiunque di noi. Lo consiglio a tutti specialmente a chi ancora è in giovane età e cerca un alternativa al “moderno” modo di vivere

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    Marco

    Questo libro porta tra le sue pagine la storia di una consapevolezza ritrovata, di un percorso che cela in sé decine di significati che ogni lettore puó interpretare e fare propri.
    Leggendo “Noah”, si nota subito la grande attenzione che l’autore ha prestato all’equilibrata combinazione di elementi appartenenti al passato (paesaggi, persone, abbigliamento) ed altri invece più attuali.
    Il Libro diventa quindi un magnifico pendolo che oscilla tra un sentimento di nostalgia verso questi elementi di realtá rurali sempre più lontane e tra la voglia di riportarli nel nostro presente.
    Il testo è chiaro, lo scorrimento molto piacevole e il contenuto interessante. È per questi motivi che ho consigliato e continueró a consigliare a tutti di leggere questo libro di Mario Mari.

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    Simona (proprietario verificato)

    Ho amato questo libro già dal titolo, letto tutto d’un fiato per la sua bellezza e per il desiderio di trovare delle risposte. Sembra scritto da una persona che ha vissuto già per decenni e anche qui una risposta: per raggiungere l’equilibrio non è necessario invecchiare, per trovarlo basta cercarlo e sperimentarlo. Grazie Mario. Ne farò tesoro

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    Andrea

    Lo trovo squisito, un pensiero vero che si fa carne e scorre attraverso le parole e la poesia offrendosi libero allo spirito di chi ne fa incontro, grazie

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    marcello

    Ciao Mario….
    Come sai ho comprato e letto il tuo “Noah”.
    Abbiamo appena incrociato i nostri sentieri, e come ho saputo del tuo libro, la voglia di leggerti è stata istintiva.
    Non ho tutta la capacità di esprimere, scrivendolo, ciò che ho provato leggendolo.
    Ho pianto…. E bellissimo.
    Il travaglio della ricerca e Forte, vero, toccante….
    Il linguaggio ti proietta fuori dal tempo, in ogni tempo…. Bello
    Un vero gioiello.

    Grazie

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    Zaziedanslabiblio

    Noah o Elogio alla vita di campagna di Mario Mari è la storia di un lungo viaggio alla ricerca di sé.
    Noah è un ragazzo che, incerto sul proprio futuro, decide di intraprendere un lungo cammino solitario; un viaggio alla ricerca del proprio io e di una spiritualità profonda che possa mettere a tacere i dubbi e le aspettative di una vita. Un viaggio che lo ricondurrà al punto di partenza e che gli fornirà una risposta diversa dalle aspettative che la società ci propina. Un punto d’arrivo, una certezza che ha il nome di Vento e lo sfondo della realtà contadina.
    La realtà contadina è la chiave di volta di questo piccolo racconto, che ambisce ad essere un poema agreste, in miniatura.
    In realtà più che un poema è una sorta di lunga riflessione sulla società contemporanea e sul modello di esistenza che ci viene continuamente proposto: una vita urbanizzata, tecnologica, che non lascia spazio alla riflessione interiore e che ci spinge a considerare una sola possibilità: il successo ad ogni costo.
    Noah, decide di sfuggire a questa logica e di abbracciare un stile di vita antico, regolato dai tempi e dai bisogni della natura.
    Il tema è certamente interessante e la riflessione proposta molto attuale, lo stile è chiaro e le illustrazioni che accompagnano la storia completano e rendono più vivida la narrazione. C’è però un ma, ed è rappresentato dalla storia d’amore tra Vento e Noah, una storia che, nella sua dolcezza, ho trovato eccessivamente banale.
    Mi spiego: sin dal primo incontro tra i due personaggi, mi aspettavo che alla fine si sarebbero uniti “nel sacro vincolo dell’amore”, e in un libro di una cinquantina di pagine, sapere a pagina 21 come andrà a finire la storia, smorza un po’ la tensione.

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    Roberta

    Riuscire a trovare davvero se stessi non è cosa facile; questo comporta un lungo viaggio, solitario e profondo, nei reconditi del proprio io. È proprio questo quello che fa Noah, il protagonista del libro “Elogio alla vita di campagna”… riscopre se stesso in “lande senza leggi, dimenticate da Dio, dove i campanacci transumanti danno vita al ritmo sudato di un’orchestra tribale”. Intrappolato in un corpo che non era il suo, in una società consumistica, imprenditoriale e frenetica, Noah scopre di appartenere ad un altro mondo, molto più semplice, meno caotico: quello contadino.
    I luoghi rurali, gli odori della campagna, i suoni della natura iniziano presto a prendere vita e diventano pura poesia.
    È un’ode a chi ha il coraggio, la forza per abbandonare un mondo frivolo, a cui apparteniamo tutti, spesso per paura, estenuazione, inerzia, debolezza, per intraprendere il cammino che ci riconduce e ci congiunge alla nostra vera Madre, la Natura.
    “Solo intensi atti d’osservazione, però, potranno mostrare a chi vorrà vedere, ciò che si nasconde sotto la superficie delle cose”.

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    Francesca

    Ho cominciato a leggere questo libro in campagna, perché amo leggere i libri nei luoghi che somigliano loro. L’ho terminato in città e la lettura è riuscita a cancellare i suoi rumori, il suo caos, i suoi isterismi. Ecco cosa può fare un libro scritto intingendo la penna nell’animo umano. La percezione che ho avuto, leggendolo, è che tutto ciò che viene descritto e narrato fosse passato, prima di finire sulle pagine, tra le maglie di un’anima che ha visto “oltre il velo”. È l’anima di Noah, indagatrice come poche anime hanno il coraggio di essere. Leggetelo, vi farà bene.

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    diegobruges (proprietario verificato)

    C’è un particolare spazio tra noi e le cose.
    Intendo tra la parte spirituale dell’io e il resto che è forma, sostanza.
    Un’intercapedine un po’ bizzarra: inizia incorporea, quando è più vicina all’anima, e diviene sempre più tangibile man mano che avanza verso il mondo fisico.

    Essa si può riempire a nostro piacimento.
    Localizziamola ora nell’occhio…
    Supponiamo di poterceli cavare entrambi questi occhi in modo totalmente indolore, permettiamoci di attribuire alle cavità adesso libere particolari fattezze sostituiendone il volume con pagine scritte: mettiamoci un racconto di formazione lì in mezzo, a metà tra prosa e poesia: un giovane, chiamato Noah, alla ricerca della conoscenza tramite il viaggio, l’erranza, l’allontanamento dal paese nativo, la perdita dei riferimenti…

    …bene, questa strana sostituzione “oculare” con una storia “Elogio della Vita di Campagna”, si fa vista per noi ora, senso nuovo che alla capacità del guardare aggiunge la calda saggezza di chi ha smesso di dover cercare, ritornando al paese d’origine come uomo e non più ragazzino: un cerchio nel modo di tornare, una linea retta nel tempo occorso per vedersi cambiare.

    Noah partì da Mòntia, su ordine del vecchio saggio: “…solo la sofferenza ti trasformerà in uomo liberandoti dalla crisalide di ragazzo.”
    Una volta veduto il mondo, nulla rimase più nuovo, caro e desiderato come la piccola Mòntia, cittadina minuscola da cui tornare e dove metter finalmente radici proprie, entrando in contatto pieno con la natura e gli animali – rispondere perfino ad essi con arguzia, quando ad esempio un gallo selvatico, minaccioso, intima di fare qualcosa, pena il diventare inutili, e trovare la soluzione: dirsi di essere “…inutili, come l’aria che fa respirare o come il sole che illumina e riscalda. Inutili come l’acqua del fiume che scorre alla tranquilla e disperata ricerca del mare”. È pace che si concede lentezza, contro la necessità bulimica degli esseri umani d’oggi di dover essere sempre iper-produttivi.

    Mario Mari, con questo suo “Noah, o Elogio alla Vita di Campagna”, dona preziosa plasticità a quella speciale bizzarria tra l’anima e il mondo che si tocca, e a cui essa anèla: mi ha trasformato gli occhi, appunto, sostituendoli con pagine di gradevole scrittura: ok, forse un po’ acerba a volte, ma dove la prosa si rendeva a tratti mancante interveniva la magia della poesia in suo soccorso; e dove quest’ultima ogni tanto entrava in affanno, ecco arrivare la buona prosa a sciogliere il respiro.

    Mario Mari merita fiducia, ancorché in fase di maturazione scritturale: scegliete di condividere le sedi della vostra vista con le sue pagine d’inchiostro (per tornare alla metafora di cui all’inizio); vi si aprirà il cuore, mentre sarete sulle tracce di un autore ventitreenne che sembra aver qualcosa da dire con le sue storie semplici.

    C’è un particolare spazio tra noi e le cose…
    …e ci sono piacevoli racconti che, tramite esso, con esse ci mettono in contatto.

    Ho sentito la bellezza della campagna, tramite “lo spazio fisico Noah”, e non posso dimenticarlo…

    -diegofanelli (blog: NonInUnDemoneSolo)-
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    Laura

    “Noah” è un’opera poetica dal sapore antico, non escludo che il nome del protagonista di questa storia in versi sia stato scelto per rievocare il Patriarca Noè, quello che salvò l’umanità e gli animali dal disastro purificatore del diluvio. L’unica redenzione contro l’autodistruzione dell’inquinamento e dello sfruttamento incontrollato delle risorse è la fatica silenziosa nei campi:
    “Così la zappa continuava a scavare in appezzamenti duri,
    non curante del cemento che la avvolgeva in placenta.”
    La consapevolezza che l’intero pianeta stia per giungere a un punto di non ritorno fa prendere a Noah una grave decisione:
    “Pensavo a quanto l’intero sistema fosse in fallo
    poiché portava l’uomo a vivere una vita contro natura.
    Fu allora che la guerra di pace iniziò a compiersi lentamente in me.”
    Sembra quasi una ascesi orientale, invece è tutta nostrana, nell’eremitaggio vissuto nei boschi, lontano dai villaggi, per ripercorrere in un solo uomo tutto il cammino dell’umanità sin dalle origini. E si esalta anche quel motto, “vivi nascosto” degli antichi Greci, che fa stridente contrasto con l’odierno must dell’apparire:
    ““Sii inutile, come l’aria che fa respirare o come il sole che illumina e riscalda. Sii inutile, come l’acqua del fiume che scorre alla tranquilla e di-sperata ricerca del mare.”
    Pian piano, nel digiuno e nel lavoro duro e costante da mane a sera, tutto ritorna in armonia, il mondo rivela il suo spirito benigno e Noah si riavvicina ai suoi simili, facendo la conoscenza della bellissima Vento, ripercorrendo quella storia ciclica e infinita della famiglia che si forma e dà vita a nuove vite. È un ritorno diverso, il suo, colmo di consapevolezza, di quel gusto in bocca che fa apprezzare tutto a chi è vissuto con niente.
    “Non al pessimista appartiene la vita,
    ma a chi non si limita ad amare il cambiamento,
    ma sceglie di diventarlo.”
    Un’opera impalpabile, lirica come sanno essere liriche le storie antiche espresse in un linguaggio che sfiora la musica, impreziosita da bei disegni tratteggiati in modo leggero, come sogni, come i racconti dei nonni di epoche che non abbiamo vissuto.

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