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Riccardo Zanin – Vecchio Circo Zanin

Valutato 4.78 su 5 su base di 9 recensioni
(9 recensioni dei clienti)

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Vecchio Circo Zanin è una raccolta di poesie che accompagnerà i lettori in un colorato viaggio oltremondano. Tra i tanti personaggi del circo, tra i “diversi” che lo popolano e lo rendono vivo, sarà possibile trovare un pezzo di se stessi. Al termine del viaggio il lettore si sentirà cambiato e diverso.

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Descrizione

Riccardo Zanin (Palermo, 1994) vive in provincia di Varese. Nel 2018 pubblica la sua prima raccolta di poesie Frammenti (Santelli Editore).

9 recensioni per Riccardo Zanin – Vecchio Circo Zanin

  1. Valutato 5 su 5

    Francisca Teresa Bianchi

    Vecchio Circo Zanin è geniale. Il filo conduttore che attraversa tutta l’opera è il circo con il suo gestore e le stranezze che lo abitano rendendolo vivo.⠀
    Se avete letto la prima raccolta di Zanin, sapete bene che è un poeta molto musicale e questa musicalità la ritroviamo anche in queste poesie. È abilissimo nell’adattare il ritmo alla storia che vuole raccontare. Ogni singolo componimento ha una sua particolare musicalità che cambia a seconda della storia che racconta. Questo è un aspetto che apprezzo molto perché è difficile mantenere la musicalità per tutta la lunghezza di un’opera.⠀

    Il poeta è maturato molto dalla sua prima raccolta. Troviamo delle poesie molto profonde che trattano temi come la fede, l’amore, i vizi, accanto a poesie meno serie come “Il paninaro lurido” che sdrammatizzano e strappano un sorriso al lettore.⠀
    Ci sono delle poesie dedicate alle stranezze, ossia i diversi, le persone che vengono disprezzate dalla società, ad esempio il pazzo, il drogato, gli omosessuali, il tatuato… Riccardo dà voce a questi personaggi all’interno del suo Circo.⠀
    La prima volta che mi ha fatto leggere Vecchio Circo Zanin sono rimasta letteralmente senza parole. L’unica che ho detto è stata: GENIALE. Non so in che altro modo descriverla, è semplicemente geniale. Il Circo racchiude un piccolo universo e se accetterete di vedere lo spettacolo con i vostri occhi, non ne rimarrete delusi. Verrete sommersi da mille emozioni e mille colori, dal nero al giallo, dal bianco al rosso. Ci sono passione, dolore, amore, odio, paura, tristezza, malinconia.⠀

  2. Valutato 4 su 5

    Ylenia @ylebooks

    VECCHIO CIRCO ZANIN di Riccardo Zanin @riccardozanin7 Edizioni @ereticaedizioni
    RECENSIONE ⭐⭐⭐⭐/5

    Inizia con un invito l’avventura del circo Zanin. Riccardo in persona, autore dell’opera e gestore di fantasia incita il lettore e lo entusiasma sin dai primi versi “Venite avanti signori sognanti, di posti tranquilli ci son per tutti”
    Si alternano alla carrellata di personaggi rari e bizzarri, versi profondi che spogliano l’anima dell’autore, lo caratterizzano e lo inquadrano.

    Una scrittura contemporanea, schietta, niente versi aulici o complessi, pur mantenendo un tono quasi teatrale, circense.
    “Se sono nel circo la risposta è chiara: la vita mi è sembrata troppo amara”
    Si alternano versi giocosi e fuori dalle righe (La vacchiaia, La terza gamba, il tutto eloquente) a versi invece talmente profondi che è necessario soffermarsi e “ascoltare” (Odino, Il sapore del dolore)
    I Vecchio Circo Zanin è un mondo, il nostro mondo in parallelo, in ogni sfumatura di umanità e non.
    I temi trattati sono molteplici, quello che colpisce di più secondo me è l’accettazione della diversità, vista non come parte negativa ma come stella da far risplendere.
    Da citare un sottofondo di critica politica attuale nella lirica “Il nero” e in “I rinnegati” mentre nei versi di “il poeta” l’autore calca la mano su citazioni simil nascoste in cui troviamo Dante, Foscolo, Manzoni, Ungaretti….
    Una menzione alla poesia “Il socialdipendente” che con il suo verso finale ammonisce i leoni da tastiera “In questo regno per idioti ho trovato posto”
    Vecchio circo Zanin, un viaggio folle e ricco di personaggi, stravaganti, poetici e addirittura divini.

  3. Valutato 5 su 5

    Jessica Malagreca

    “Presto signori, venghino pure!
    Il salone è aperto a tutte le ore,
    da Giuseppe il barbiere
    capo e volto da farsi curare.
    Scivola la lama sul collo affilata,
    il barbiere è per forza persona fidata.” Raccolta poetica, da leggere tutta d’un fiato.
    Fin dalla prima pagina il poeta ci porta con sé alla scoperta del suo magico circo. Ciò che Riccardo vuole suscitare nel lettore è stupore ma soprattutto grande riflessione. E ci è riuscito. Attraverso dei giochi circensi di frasi, rime e parole chiare e schiette riesce a trasportarci all’interno di un mondo onirico. Ed è qui che sfilano davanti alla nostra mente un susseguirsi di svariati personaggi. Questi possono essere visti come i diversi della società, quelli dimenticati in qualche angolo della quotidianità. Viene quasi spontaneo rispecchiarsi in qualcuno di loro e iniziare a pensare alla direzione verso la quale la società ci sta quasi confinando o etichettando. Il divorziato, il tatuato, l’omosessuale, il pazzo, l’alieno, il socialdipendente e così via. Ma tra tutti questi personaggi “circensi” è sempre presente la figura del gestore/poeta/scrittore/autore che svela anche parti importati della sua vita, come l’amore verso una persona speciale, quello verso la madre o il padre. Lo spettacolo è ben riuscito. Grazie a Riccardo/gestore per essere stato un perfetto padrone di casa.

  4. Valutato 5 su 5

    Ottavia (@lettricedimezzanotte)

    Esistono quei libri da leggere tutti di un fiato, in un pomeriggio libero d’estate, ad esempio. Ti trasportano piano a piano in un mondo non così lontano dal nostro, ma comunque diverso.
    Ecco, uno di questi libri é proprio “Vecchio Circo Zanin”, una nuova raccolta di Riccardo Zanin.
    é prima di tutto un viaggio: a piano a piano che i tendoni rossi del circo si spostano, ci rivelano tanti personaggi, unici nel loro genere. Incontriamo il gestore del circo, un pazzo, Il socialdipendente, l’omosessuale, i drogati, e molti altri individui in cui si rispecchiano molte parti della nostra identità. Con queste poesie Riccardo Zanin ci costringe a riflettere su di noi e sulla nostra società. Tutto ciò si intreccia con poesie più introspettive che si tuffano nell’animo del poeta, dello stesso tipo della sua precedente raccolta “Frammenti” — che personalmente mi colpiscono sempre. ⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
    Questo Circo si mette in tasca e si porta dappertutto, credetemi. É uno di quei libri a cui ogni rilettura porta un elemento nuovo, un dettaglio che ci era scappato prima ma che conserveremo preziosamente in un angolo della nostra mente.

  5. Valutato 4 su 5

    Rosalinda (rosbookshelf)

    Vecchio Circo Zanin è una raccolta di poesie di 89 pagine che vi porterà all’interno delle dinamiche circensi, ma attraverso esse non mancherà di scavarvi nel profondo e rendervi spogli dinnanzi ai vostri sentimenti e alle vostre perplessità. Versi aulici si alternano a versi meno solenni con il solo fine di descrivere quello che effettivamente è il binomio che va a comporre ogni società, sia essa un circo piuttosto che una grande capitale: odi et amo – estendibile al singolo nei confronti di se stesso piuttosto che allo stesso nei confronti di tutti gli altri esseri viventi.
    Sicuramente non tutte le poesie sono sulla stessa lunghezza d’onda ma per essere il secondo lavoro di un poeta emergente è sicuramente una piccola fonte di sorpresa ed un piccolo porto in cui trovare conforto.

  6. Valutato 5 su 5

    Noemi (Bookreader33)

    “Vecchio Circo Zanin” è la seconda raccolta di poesie pubblicata da Riccardo Zanin. Il suo libro, le sue opere sono le prime che leggo e ne sono rimasta molto affascinata.
    .
    Leggere “Vecchio Circo Zanin” è un po’ come salire a bordo di un treno, di un aereo, di un tram, diciamo un po’ come sedersi e lasciarsi guidare, trasportare, durante un breve ma emozionante viaggio, dal quale, al ritorno, non si è più la stessa persona di quando si è partiti. Un viaggio che cambia la prospettiva della vita, che arricchisce il nostro essere interiore e ci cambia fino a farci sentire migliori.
    .
    “Vecchio Circo Zanin” è una meta, un rifugio, un posto nel quale ci si sente al sicuro, dove ognuno di noi è libero di essere se stesso senza alcun timore!
    .
    Ognuno di noi è speciale, la vita è piena di stranezze ma la realtà è che sono proprio esse a renderci unici e speciali. Sono proprio esse a caratterizzarci…
    .
    A volte in un viaggio, non dovremmo guardare solo la meta, tutto ciò che ci circonda è il vero viaggio. Noi siamo il vero viaggio.
    .
    Credo sia proprio questo il messaggio che Riccardo Zanin vuole trasmetterci, perchè nella vita ognuno di noi è speciale così com’è!
    ~~~~~~~~~~~~~~~~
    Leggi la recensione completa nel Blog ——> (Il Blog di Bookreader)

  7. Valutato 5 su 5

    Lettrice ribelle

    Non si tratta di poesie come le altre, sono poesie che fanno riflettere ma che, allo stesso tempo, fanno divertire e allettano grazie alla loro leggerezza che, al contempo, è accompagnata da interpretazioni profonde che possono essere attribuite ad ogni singola poesia. La raccolta di cui vi parlo è “vecchio circo zanin di @riccardozanin7 edito @ereticaedizioni . In passato avevo avuto modo di leggere e recensire anche un’altra sua raccolta di poesie che è molto diversa da questa. Sono entrambe due bellissime raccolte in quanto trattano argomenti differenti e illustrano realtà completamente diverse. “Vecchio circo zanin” ci fa immergere completamente nella realtà del circo, dei giocolieri e delle loro stramberie, ci fa comprendere quanto ci sia di bello e di impegnativo dietro l’impostazione di quello che, per molti, è solo un semplice e banale spettacolo. Ogni personaggio ha le proprie fattezze, oltre ad avere un compito specifico, possiedono delle qualità che non possono essere ricondotte ad un altro personaggio. È in questo modo che il circo funziona. Ho apprezzato molto il coraggio di Riccardo nel volersi esporre con questa tipologia di poesia abbastanza particolare che indaga oltre l’apparenza e che, spesso, rischia di non essere capita. I personaggi del circo sono caricature abbastanza bizzarre, insolite e decisamente fuori dalle righe. Eppure è nella loro bizzarria ed eccentricità che si nasconde la vera bellezza: l’essere sè stessi senza remore, senza paura di alcun pregiudizio. Il circo, come la realtà, ha bisogno di essere costituito da figure particolari, uniche, introvabili. I circensi vengono additati come giramondo, senza dimora e senza identità. Queste poesie mi hanno fatto riflettere anche su ciò: i circensi saranno dei personaggi alquanto bizzarri ma, grazie alla loro esperienza di giramondo, sono grandi osservatori della realtà e riescono sempre a stupire e a meravigliare l’anima. Voto? 5 su 5

  8. Valutato 5 su 5

    Arianna Mancinelli

    Sono stata ingannata dal piccolo libricino, pensavo di poterlo finire in pochissimo tempo e invece ho letto tutto in poco più di due ore,gustando e vivendo “il Circo” o meglio il “Vecchio Circo Zanin”

    Per quanto mi riguarda è un viaggio che ognuno può vedere come vuole.

    È tutto soggettivo, può essere interpretato in maniera astratta, un viaggio di speranza, di sapienza e invece io ho viaggiato sul treno dell’Amore.

    In questo libro troverete tutti i personaggi il Circo che racconteranno una storia nella quale è possibile riconoscersi.

    Io personalmente ho amato alcuni versi, ma siccome non amo spoilerare i libri vi scriverò solo uno dei tanti viaggi :

    Amorrore:

    Così paura

    Da fare paura.

    Labbra vere

    Da fare timore.

    Occhi così unici,

    Da innamorarci.
    Viaggi leggeri e presenti nello stesso tempo. Spicifici e significativi. Scrittura semplice e complicata.

    Lo sapete amo i paradossi e qui ci sono a pennello.

    Se volete viaggiare attraverso le poesie e scritte meravigliosamente da Riccardo Zanin,non vi resta che comprarlo e vivere.

  9. Valutato 5 su 5

    Loriana Lattanzi

    Qualche tempo fa ho partecipato alla cover reveal di questo libro di poesie di Riccardo Zanin, che ringrazio per avermi fornito il testo da leggere.
Stupore, meraviglia e una buona dose di riflessioni. Questo è quello che trasmette il circo. Il mio circo personale proverà a fare altrettanto, cercando di staccarvi dalle concezioni materiali dei fatti, per portarvi in un mondo che esiste oltre il nostro piano.
Così veniamo catapultati nel mondo circense, in uno spettacolo con varie esibizioni sotto il tendone colorato popolato da personaggi emarginati, strani, allontanati dal resto della società: l’arreso, l’uomo tatuato, il nero, i rinnegati, il sempre solo, i drogati, i divorziati, gli omosessuali, i socialdipendenti, il senza cuore, il vivo che muore, il morto che vive, il pazzo, l’alieno. 
Avrai una tenda personale,
per me ogni stranezza è speciale.
So che dal mondo sei rigettato, sei qui ora!
Lo spettacolo è assicurato.
Ti sei nascosto troppo a lungo in vita,
ma nel circo una nuova stella è nata!
Non aver paura, verrà il tuo momento
e vedrai che qui sarai apprezzato.
Tra un personaggio e l’altro ci sono riflessioni sul tempo e sull’esistenza.
Tempo
Il tempo è un segugio, sguinzagliato da Dio,
che gioca a riporto.
il tempo è la cosa più preziosa di cui disponiamo, ma che ci sguscia via fra le dita inesorabilmente, senza che riusciamo a trattenerlo. Zanin lo paragona ad un cane che viene liberato da Dio e che gioca a riporto, perché proprio come un cane che si morde la coda, il tempo è destinato ad essere una sorta di circolo vizioso, fatto di istanti che si ripetono pressoché identici, e anche se noi ci sforziamo per piegarlo ai nostri ritmi, ai nostri desideri, esso continua la sua corsa affannosa e scappa.

La dolce sofferenza 
È un dolce soffrire
che scivola via come sabbia tra le dita. Ecco:
questa è la vita.
Il sapore del dolore

Adesso per favore,
dimmi se hai provato
il sapore del dolore.
Nella bocca come un fulmine
che tuona le papille.
Scuote fino al petto,
impossibile da digerire.
L’ossimoro che apre il primo componimento è delicatissimo e suggestivo: la sofferenza che caratterizza la vita è vista come una sofferenza dolce, che non ci causa più di tanto dolore, non ci ferisce in profondità, perché scivola tra le nostre dita come fanno i granelli di sabbia. Questo significa che tutto passa nell’eterno gioco del riporto del tempo, sia le esperienze positive, le gioie, la felicità, sia le delusioni, le angosce, le paure.
Anche l’immagine del dolore che si abbatte come un tuono sulle papille gustative dell’anima è molto pregnante: è un’esperienza associata al gusto e all’udito in una sinestesia di sensazioni potenti.
Poi c’è una bellissima poesia d’amore che mi ha colpito particolarmente.
Voglio
Voglio proteggerti dal futuro,
fare in modo che il passato non si presenti.
Darti la sicurezza dei cantanti.
Voglio essere di roccia dura,
farmi indossare come un’armatura.
Impedire al tempo di pugnalarti
più di quanto abbia già fatto.
Voglio rasserenarti,
cantarti una canzone di De André mentre ti addormenti
e che le lacrime del tuo viso
vengano raccolte dal mio petto,
non dal cuscino del tuo letto.
Voglio essere quell’uomo
che ti dà serenità in ogni gesto,
che le carezze non terminino,
che dentro ti senta fiorire.
Voglio soltanto scriverti queste parole
sperando che tu le possa trattenere,
levandole al sole e ai suoi occhi indiscreti,
leggerle nella notte che culla i pensieri.
Ognuna di noi vorrebbe avere un compagno così, che ci sia protezione e serenità, che ci tenga al riparo dal mondo, che ci offra una spalla su cui piangere. Questo non significa che siamo deboli e bisognose di protezione, ma che quando ne abbiamo bisogno, abbiamo la certezza che c’è qualcuno su cui contare, anche solo per una parola o una carezza.
Il poeta
Qualcosa di potente mi scelse,
Mi prese le mani che tese nascondevo in tasca codardo.
Da quel giorno ne fui schiavo:
un fuoco eterno su di un rovo.
Il tormento: penso e ardo.
Non vuole regali, non chiede.
Ella esige, Ella pretende.
Ha condotto altri e altri condurrà
per selve oscure, infiniti silenzi, mortal sospiri,
su alberi le foglie, dandoti il braccio, a Zacinto…
Non vi so dire quanto vivrà.
Ad alcuni fece bere assenzi.
Ognuna di queste sono sue figlie.
Ella non è razionale,
Ella è puro istinto.
Anche questi versi sulla poesia sono molto intensi: ci sono riferimenti a Dante, Leopardi, Manzoni, Ungaretti, Montale e Foscolo e si cerca di capire e tramettete l’essenza dell’arte poetica. Non è qualcosa che possa essere spiegata con la logica ma è istinto, intuito, bisogno urgente e imperioso e potente di esprimersi, che richiede impegno e attenzione, cura e passione.
La poesia è il balsamo dell’anima, che deve essere letta piano piano, centellinando le parole, assaporando le sensazioni, le immagini in un turbine di emozioni e stati d’animo.
Un libro da leggere per chi vuole riflettere sul gran circo della vita, sullo spettacolo che ogni giorno si svolge sotto il tendone dell’universo.


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